Migranti. Si tratta, volenti o nolenti, di un fenomeno inarrestabile, un vero sconvolgimento epocale, come altri ce ne sono stati nei millenni, i muri e i cavalli di frisia, se non facessero piangere, farebbero ridere.

Per l’Occidente sarà probabilmente una crisi devastante, che ridisegnerà gli assetti sociali e culturali, la qual cosa, per molti versi, mi terrorizza anche se mi chiedo quali siano ormai quei valori così strombazzati che dobbiamo difendere, quasi giunti al fondo del nostro declino.

Se fra quelle orde di migranti, ma in molti altri modi potremmo definirli, a seconda della loro provenienza e della loro condizione, ci sono dei malfattori o dei profittatori è altrettanto vero che molti Italiani non sono, secondo me, migliori di loro, siamo condannati alla decadenza comunque. E non credo ci si addica il ruolo dei buoni o delle vittime aggredite dai cattivi, molte delle cause di questo fenomeno sono riconducibili a colpe imperdonabili dell’Occidente nei confronti di chi, ora, vuole pareggiare i conti.

E’ così, anche se non mi piace, e a pagare il conto saranno molte degne persone le cui colpe sono infinitesimali rispetto a quelle delle varie cricche di potere politico ed economico che in ogni luogo, da noi e da loro, hanno fatto e continuano a fare sfracelli.

Il peggiore dei modi per affrontare questa crisi è perdere la testa, come stiamo facendo, reagire in modo viscerale, difendendo ad oltranza il nostro malaticcio orticello e non pensando a possibili ragionevoli rimedi che rendano meno devastante l’impatto con una realtà ineludibile.

Prevale, in molti casi, la logica del muoia Sansone con tutti i Filistei, facendo anche di questa emergenza un losco affare di cui godere i profitti in uno scenario apocalittico. Ma chissà, forse, tra qualche secolo, come avvenne dopo la dissoluzione dell’Impero Romano i nostri discendenti potrebbero vedere l’alba di un’altra grande civiltà nata dalla fusione di due culture per loro natura nemiche e apparentemente inconciliabili.

Mi dispiace dover vivere questo momento di declino della mia cultura e delle mie tradizioni, ma devo ragionevolmente accettarlo come inevitabile, consapevole del fatto che tutto ciò che sta accadendo è anche una nostra colpa.

Federico Bernardini

Illustrazione tratta da Google immagini

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