Questo è il numero zero della mia nuova rubrica, che in onore di Mino Maccari ho deciso di intitolare: “Ho poche idee, ma confuse”.

Pensieri in ordine sparso, spontanei, così come vengono; un po’, diranno i maligni, come quelle sgradevoli flatulenze che fanno trasalire le anime belle e infiammano di affettata indignazione gli ipocriti.

Contrariamente alle mie abitudini, quasi affidando questi miei pensieri a un alter ego, mi concederò un’ampia libertà di espressione, anche se sarebbe più sincero affermare che sarò costretto a farlo, soffrendo delle stesse carenze linguistiche di Dante Alighieri che, quando doveva dire merda diceva merda, non conoscendo sinonimi di eguale o maggiore forza espressiva.

Altrettanta libertà di espressione, in deroga alle mie consuetudini, concederò agli eventuali commentatori, che si assumeranno la piena e totale responsabilità delle loro affermazioni… a meno che, ragazzi, non commentiate con lo scolapasta in testa.

Oggi mi frulla in testa l’immagine di Bergoglio che, disdegnando le Isotta Fraschini e le Mercedes-Benz dei suoi predecessori, si presenta a Obama a bordo di una Fiat 500 L. Il popolo di Dio esulta: “Ecco il vero Servus Servorum Dei!”

Una bella trovata in stile Bergoglio. Complimenti ai suoi consulenti di immagine, che stanno facendo lievitare la sua popolarità soprattutto fra i non cattolici. Ma c’è chi, animato da uno zelo degno di miglior causa, esagera: “Povero papa, un omone così, costretto a rannicchiarsi sul sedile posteriore di un’utilitaria!” Ma hai mai visto una Fiat 500 L, coglione, non è una Topolino!

Quel che è certo è che se anche Bergoglio non riuscirà, oltre Oceano, a convertire milioni di anime perse, ha reso un grande servigio alla Fiat. Gli Amerikani sono impazziti per la 500, si sa che più di ogni altro popolo essi sono incapaci di resistere alle lusinghe della pubblicità ed è prevedibile che il modello papale invaderà presto il mercato automobilistico statunitense. Chissà se, coi tempi che corrono, Ratzinger, avrebbe avuto il coraggio di fare altrettanto, presentandosi a Obama a bordo di una Golf… avrebbe avuto il valore di una assoluzione con indulgenza plenaria della casa automobilistica tedesca che, mi dicono, si è messa su una cattiva strada.

Intanto, i poliziotti americani continuano a fare le loro esercitazioni di tiro a bersaglio fermo, questa volta sui neri in carrozzella, ultima versione del videogioco che le televisioni di tutto il mondo hanno reso popolare, raggiungendo indici di gradimento che la Sciarelli non si sogna neanche la notte.

Come secondo piatto, poi, ci vengono servite le fiction, americane o nostrane, che celebrano le gesta edificanti di poliziotti con la divisa o con la tonaca che esistono solo nella mente bacata di chi li ha inventati.

Oggi, a dieci anni dalla sua morte, il mio pensiero va a Federico Aldrovandi e alla sua famiglia.

Federico Bernardini

Immagine: “Se ci sei batti un colpo” 1931 (Mino Maccari)

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