luigi barzini

Di Ruggero Morghen Il maggio del 1915 si apre con le radiose giornate di Genova. L’inaugurazione a Quarto del monumento che ricorda l’avventura dei Mille è occasione per uno dei più noti discorsi di Gabriele d’Annunzio, addirittura fiammeggiante nel suo interventismo. “Evidentemente – commenta Angelo Guerraggio – la politica-spettacolo non è invenzione di oggi”.
Dopo il discorso, Gioacchino Nicoletti va a salutare il poeta e questi, vedendolo magrissimo, gli dà un pizzico sul costato dicendogli: “Troppo magro, inadatto per la pugna!”. Pochi mesi dopo, tuttavia, Nicoletti partirà volontario per il fronte e farà tutta la guerra come sottotenente, ottenendo due ferite e tre decorazioni. Il matematico Vito Volterra, presente all’evento di Quarto, racconterà alla moglie che la manifestazione “era andata molto bene” ed “era stata bellissima”.
A cura di Natali esce nel ‘15 – proprio a Genova – La rete di Vulcano, considerato il capolavoro di Domenico Luigi Batacchi (1748-1802), poema eroicomico in cui, intorno alla trama principale (costituita dalla nota favola mitologica) s’intrecciano svariati filoni narrativi e satirici, nati dalla feconda vena dello scrittore pisano. A Firenze, per la curatela del Saviotti, si pubblicano le Prose e poesie scelte di Giovanni Berchet (1783-1851), personalità di spicco nel gruppo dei romantici milanesi. Nello stesso anno, a Livorno, esce del Santoro Vita e opere di Giovanni Berchet. A Venezia, sempre nel 1915, ecco Intorno al testo del ‘Giorno’, un saggio di Egidio Bellorini (Milano, 1865-1946), letterato e studioso di folklore notevole per gli studi sulla letteratura ovidiana e gli autori romantici italiani. A cura del Paolazzi esce quindi a Genova Le Rime e la Catrina di Francesco Berni (1497-1535). La Catrina è una farsa rusticana in dialetto il cui pregio sta nella saporosa e grassa vivacità della lingua, agile e sciolta, dal Berni acutamente manovrata.
Luigi Barzini (1874-1947) ha lasciato numerosi libri di viaggi, di impressioni, di vicende di guerra, caratterizzati da una prosa colorita e vivace. Del 1915 sono le sue Scene della Grande Guerra 1914-1915 e Al fronte (maggio-ottobre 1915), entrambi editi a Milano. Nel capoluogo lombardo si stampano anche Le nozze dei Centauri del giornalista pratese Sem Benelli (1877-1949), autore drammatico e poeta. Come scrittore di teatro aveva esordito già nel 1902 col dramma Lasalle, cui tennero dietro La terra (1903) e La vita gaia, dello stesso anno. Ne Le valli dei Cavalieri, edito a Parma, si parla invece dello studioso di tradizioni popolari Atanasio Basetti (1798-1888), primo italiano a dare alle stampe una scelta di canti popolari italiani, raccolti sull’Appennino parmense.
Martinazzoli, nel frattempo, propone uno studio su La lirica di Giovanni Bertacchi, con riferimento al critico e poeta valtellinese – appunto Giovanni Bertacchi – la cui notorietà è soprattutto affidata alla produzione poetica. Il libro più importante di Ugo Bernasconi (Buenos Aires, 1874-1956), Uomini e altri animali, scritto nel 1902, viene però pubblicato proprio nel 1915, a Milano. Il volume, notevole per la capacità di raffigurare plasticamente oggetti e figure, appare ispirato a un amaro pessimismo sulla natura umana.
Questo ed altro accadde nel 1915, giusto cent’anni fa.

Illustrazione tratta da Google immagini

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