Camera ardente di Licio Gelli

Il titolo comitale concesso a Gelli da Umberto II di Savoia nel 1980, quando egli aveva perso tutte le pregative reali e si fregiava soltanto del titolo di conte di Sarre, non ha alcun valore giuridico. Altrettanto dicasi per il titolo di principe di Venezia conferito sempre da Umberto a suo nipote Emanuele Filiberto, il quale, pur senza averne il diritto, continua a fregiarsi anche di quello di Altezza Reale.

Oltre al titolo nobiliare fasullo il Gelli poteva vantare l’appartenenza a numerosi ordini cavallereschi italiani e stranieri. La commenda dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana gli fu revocata per indegnità, ma solo, incredibile dictu, nel 2013, mentre conservava sia il grado di Grand’ufficiale dell’ordine di San Silvestro Papa, sia quello di Commendatore con placca dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, conferiti dalla Santa Sede, per la quale, evidentemente, il Gelli era e va ancora considerato persona degnissima.

I conti di Ciampino

image

Si racconta che Umberto II, imbarcandosi sull’aereo che da Ciampino lo avrebbe condotto in esilio a Cascais, abbia frettolosamente raccomandato al Segretario della Real Casa di far bene tutti i conti.

Qualcuno, tra il frastuono delle eliche, fraintese, credendo che egli intendesse conferire il titolo di conte a tutti i fedelissimi che lo avevano accompagnato all’aeroporto. Da qui l’appellativo di “Conti di Ciampino” scherzosamente affibbiato a coloro che di tale titolo, privo di qualunque valore legale, furono insigniti da Umberto dopo la sua abdicazione e la conseguente perdita delle prerogative reali.

Nell’immagine lo vediamo mentre, già a bordo dell’aereo, rivolge un ultimo saluto ai suoi seguaci con accanto un personaggio misterioso. Chi era costui? Ce lo rivela Giacomo Carioti in un suo prezioso “libriccino” di cui ho il privilegio di possedere una copia ricevuta in dono dall’autore.

http://www.distampa.it/news.asp?id=666

Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

Annunci