Vi propongo questo interessante filmato che l’amico Massimo Morroni mi ha gentilmente proposto di commentare. E’ molto lungo e mi guardo bene dal chiedervi di prenderne visione, ma può darsi che tra di voi vi sia qualcuno interessato all’argomento. Aggiungo le mie due risposte.

“Ho visto la prima mezz’ora, poi vedrò il resto. Divertente l’espediente dialettico del “Facciamo finta che”. Conoscevo già, sommariamente, le tesi di Biglino e sul piano filologico, non essendo un biblista, non posso pronunciarmi. Sul piano storico si pone il problema delle origini aliene, che credo indimostrabile, ma solo ipotizzabile, mettendo insieme i “miti” presenti in tutte le grandi culture del passato in una sorta di puzzle dal quale mancano tuttavia numerosi tasselli in grado di raccordare le varie parti in un disegno unico e coerente. Le fonti sono tutte di carattere epico-religioso e mancano assolutamente quei riscontri oggettivi, necessari a supportare una ricerca che non può non essere multidisciplinare… esistono reperti archeologici a supporto della teoria di Biglino? L’argomento delle piramidi costruite 12.000 anni fa non trova alcun riscontro in ambienti scientifici ufficiali. E poi quegli Elohim hanno un sentore raeliano che mi insospettisce. Solo qualche riflessione buttata lì a caldo, vedrò il resto, ne vale comunque la pena, e ti saprò dire”.

“Ho appena terminato la visione del filmato che mi hai proposto e, innanzi tutto, ti ringrazio di averlo fatto, sollecitando una mia opinione a riguardo.
Naturalmente, data la vastità degli argomenti trattati da Biglino, non potrei, anche se ne fossi in grado, rispondere in questa sede in modo articolato ed esaustivo per avallare o confutare le sue tesi. Mi limiterò, dunque, a fare alcune semplici osservazioni.
Sul piano filologico, pur non essendo uno specialista, mi sorgono alcune perplessità, suffragate dal giudizio quasi unanime della comunità scientifica che confuta alcuni punti cardine dell’interpretazione di Biglino. Mi limiterò a fare un solo esempio, il più importante, credo, a proposito del termine “Elohim” che è indiscutibilmente un plurale. Molti autori sostengono che in ciò non vi sia contraddizione, riguardo all’unicità di Dio, intendo, in quanto il termine può essere usato per riferirsi a un unico soggetto, come conferma l’uso del predicato verbale coniugato al singolare.
Più in generale, trovo poco scientifica l’interpretazione letterale di un testo che, come mi pare universalmente riconosciuto, presenta molteplici piani di lettura: quando Giosuè grida: “Sole, fermati su Gabaon!” Biglino l’interpreta come una conferma del sistema Tolemaico?
Autolesionistico, a questo proposito, mi pare poi lo scherzoso (ma non troppo) accostamento che egli ci propone fra gli autori del testo biblico e le favole raccolte fratelli Grimm. Immaginiamo cosa significherebbe interpretarle alla lettera… improponibile. La loro interpretazione, come ci hanno insegnato i formalisti va fatta su un piano storico e antropologico.
Di commovente ingenuità, nella migliore delle ipotesi, l’immagine che egli ci offre della Massoneria, riducendola al Grande Oriente e alla Gran Loggia d’Italia, mentre sappiamo, o dovremmo sapere, che essa rappresenta un movimento assai più complesso ed eterogeneo, anche con venature sataniste… e parlo delle logge regolari, non di quelli che egli grossolanamente definisce “coglioni”.
Ma ciò che mi convince meno è la tesi delle origini aliene basata esclusivamente sull’interpretazione letterale di un testo o sull’analisi comparata di testi di medesima natura epico-mitico-religiosa, in mancanza di riscontri oggettivi in ambito scientifico.
Una ipotesi molto discutibile, insomma, che richiama una pessima letteratura sull’argomento, ma nei confronti della quale posso limitarmi soltanto a manifestare il mio scetticismo, lasciando agli specialisti il compito di una eventuale confutazione”.

Federico Bernardini

Advertisements